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2 edizioni da esplorare · futuro, live e passato
Numeri, sede e abitudini di casa
Il racconto abituale sui festival musicali contiene una contraddizione che pochissime persone segnalano apertamente: il disagio è diventato parte del marchio. Il fango, le code interminabili per i bagni chimici, il caldo opprimente, i parcheggi chilometrici, il campeggio in tende che non trattengono la pioggia — tutto questo viene presentato come parte "dell'esperienza", come se soffrire un po' fosse il prezzo d'accesso a qualcosa di autentico. L'All IN Music & Arts Festival è nato nel 2022 con un'ipotesi diversa: che si possa fare un festival di prima categoria senza che i partecipanti debbano sacrificare il proprio comfort per dimostrare che lo stanno davvero godendo.
Dietro il progetto c'è un team di veterani dell'industria della musica dal vivo con credenziali difficili da mettere in discussione. Steve Sybesma e Dave Lucas sono co-proprietari di Sunshine Promotions e nativi di Indianapolis, il che conferisce al festival una dimensione di investimento personale nella propria città che va oltre il calcolo commerciale. Paul Peck è arrivato da Bonnaroo e ha cofondato Okeechobee — due festival che nei rispettivi momenti hanno ridefinito cosa potesse essere un festival americano. Kevin Browning, manager degli Umphrey's McGee, ha completato il quartetto fondatore. La combinazione di esperienza locale e visione nazionale è stata fin dall'inizio la base del progetto.
La sede scelta — l'Indiana State Fairgrounds & Event Center sulla 38th Street di Indianapolis — è di per sé una dichiarazione d'intenti. Non è un campo d'erba temporaneamente convertito in un sito festival, né una spianata industriale con infrastrutture provvisorie. È uno dei complessi fieristici permanenti più completi del Midwest americano: bagni permanenti in numero sufficiente, parcheggio organizzato a pochi passi dall'area, accesso diretto con i mezzi pubblici tramite le linee 4 e 39 di IndyGo, un'area campeggio con fornitura di acqua, elettricità e fognatura, e la Skyride, un'attrazione aerea installata in modo permanente nel complesso che permette di vedere il festival dall'alto. "Non c'è nessun posto come questo", disse il cofondatore Paul Peck a proposito della location. Il comfort non era un sottoprodotto — era la proposta centrale.
Il cartellone dell'edizione inaugurale, tenutasi nel weekend del Labor Day 2022, fu notevole sotto diversi aspetti. Daryl Hall & John Oates, Cage the Elephant, John Fogerty e Portugal. The Man aprirono un programma che includeva anche Death Cab for Cutie, Lucinda Williams, Dawes, Trampled by Turtles, Mike Campbell & The Dirty Knobs, The Four Tops e Dumpstaphunk — un mix di rock classico, Americana, indie e soul che rispecchiava l'ampiezza di gusti del team fondatore senza alcun tentativo di rientrare in un'unica identità di genere. Gli artisti dell'Indiana — Julia Kahn, Doug Henthorn, J. Elliott, il Rob Dixon Trio — avevano spazio in scaletta accanto ai nomi nazionali, con l'intenzione esplicita che il festival funzionasse come piattaforma per la scena musicale locale tanto quanto come polo d'attrazione per il pubblico regionale.
L'elemento più originale del festival fu il Dreamset, ereditato direttamente dal lascito di Paul Peck a Bonnaroo, dove aveva inventato il concetto di Super Jam. Un Dreamset è un set collaborativo in cui musicisti di band diverse si riuniscono temporaneamente per interpretare il catalogo di un artista o gruppo leggendario — non come tribute band ma come un incontro improvvisato di musicisti che si rispettano e condividono un amore genuino per la musica che stanno suonando. Alla prima edizione di All IN, il Dreamset di Tom Petty riunì membri dei Dawes con John Oates, Matt Shultz dei Cage the Elephant e Jenny Lewis per un'ora di classici degli Heartbreakers che i presenti descrissero come uno dei momenti più memorabili di un weekend già carico di buona musica. Il Dreamset degli Allman Brothers fu guidato da Duane Betts — figlio del cofondatore Dickey Betts — e John "JoJo" Hermann, tastierista dei Widespread Panic.
La seconda edizione, nel settembre 2023, alzò la posta con Trey Anastasio & Classic TAB, Tenacious D, Umphrey's McGee con Jason Bonham in un Dreamset di Led Zeppelin, Joe Russo's Almost Dead, Greensky Bluegrass, Trombone Shorty & Orleans Avenue e Cory Wong — un cartellone che inclinava il festival chiaramente verso l'universo jam band e rock progressivo senza perdere la vocazione eclettica che lo aveva definito fin dall'inizio. Nel 2024, gli organizzatori annunciarono una pausa di un anno con la promessa di tornare nel 2025 "più grande e migliore" — una decisione che inserì il festival in una tendenza più ampia di eventi che incontrarono difficoltà nel ciclo post-pandemico dell'industria dei festival.
L'All IN Music & Arts Festival è ancora un progetto giovane con una storia breve ma con un'identità articolata chiaramente fin dal primo giorno: la convinzione che il comfort e l'ambizione musicale non siano variabili in tensione ma fattori che si rinforzano a vicenda, e che Indianapolis — una città più nota per il motorsport che per i festival musicali — abbia tutto ciò che serve per essere il palcoscenico di qualcosa che conti davvero.
Linea del tempo
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