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5 edizioni da esplorare · futuro, live e passato
Numeri, sede e abitudini di casa
B my Lake ha sempre avuto bisogno di due elementi per essere riconoscibile: un lago e una pista da ballo. Il paesaggio è cambiato più volte, ma quel rapporto è rimasto. Durante il pomeriggio, l’acqua rende meno chiusa la sensazione di trovarsi dentro un festival elettronico; dopo il tramonto, luci, schermi e sistemi audio trasformano progressivamente la riva in un club all’aperto. A Velence, Budapest è abbastanza vicina da semplificare il viaggio, mentre il lago crea la distanza emotiva necessaria per dimenticare la città. Non è soltanto techno presentata vicino all’acqua: il suo ritmo quotidiano nasce dal passaggio tra spiaggia, tramonto e notte.
La prima edizione si svolse nel 2013 al Club Aliga di Balatonvilágos, sulla costa orientale del lago Balaton. VOLT Production e Deadcode Production individuarono uno spazio tra i grandi festival ungheresi e le serate di club più piccole. B my Lake avrebbe concentrato la propria identità su techno, tech-house, minimal e house, con una programmazione internazionale più selettiva rispetto a Balaton Sound. La prima stagione vinse il premio come miglior nuovo festival agli European Festival Awards. Il riconoscimento mostrò che un appuntamento elettronico specializzato poteva diventare una destinazione europea senza trasformarsi in un contenitore generico di musica dance.
Gli spostamenti entrarono presto nella sua storia. Il festival utilizzò diverse aree del lago Balaton, sviluppò una fase importante a Zamárdi, si trasferì a Keszthely nel 2018 e tornò a Zamárdi nel 2019. Ogni luogo modificava trasporti, campeggio, alloggi e rapporto tra palchi e acqua. L’organizzazione cercò comunque di mantenere una dimensione boutique anche quando i cartelloni diventavano più ambiziosi. Artisti fondamentali potevano suonare su strutture tecnicamente avanzate, ma il pubblico doveva ancora riuscire a passare dal riposo sulla riva a una notte intensa senza attraversare un’enorme città temporanea. Il lago continuava a essere parte dell’esperienza, non una semplice immagine.
La storia dei suoi cartelloni spiega la reputazione costruita. Carl Cox, Richie Hawtin, Nina Kraviz, Solomun, Sven Väth, Ben Klock, Dixon, Maceo Plex, Tale of Us, Adam Beyer, Amelie Lens e Charlotte de Witte rappresentano generazioni e scuole differenti della cultura di club. B my Lake non si è formato intorno a ritornelli pop inseriti sopra grandi esplosioni elettroniche. Il suo linguaggio principale è fatto di transizioni lunghe, set che richiedono tempo, live stratificati e DJ capaci di sostenere una pista per diverse ore. Techno e house costituiscono il centro, mentre minimal, trance, electro e forme melodiche ampliano il percorso.
Dopo il 2019, l’indipendenza venne interrotta. Le edizioni 2020 e 2021 non poterono svolgersi e, quando il marchio tornò nel 2022, entrò dentro Balaton Sound. B my Lake gestiva palchi e zone specializzate del grande festival di Zamárdi, mantenendo parte dell’estetica underground e della selezione musicale, ma senza più possedere un recinto autonomo. La formula continuò fino al 2024. Questo non rendeva i due festival uguali. Balaton Sound conservava dimensioni enormi e una proposta elettronica più ampia, mentre B my Lake rappresentava il territorio dedicato alla techno, alla house e ai linguaggi di club all’interno di quella struttura.
La conclusione della fase di Balaton Sound a Zamárdi creò una possibilità inattesa. Nel 2025 B my Lake tornò indipendente e lasciò il lago Balaton per il lago Velence. La scelta sembrava rischiosa, perché la storia e il nome erano legati emotivamente a Balaton e da diversi anni mancava un’edizione autonoma. Velence offriva però accesso ferroviario da Budapest, campeggio accanto all’acqua e una dimensione adeguata alla ricostruzione della comunità. Il nome smise così di indicare un lago preciso e diventò un’idea più ampia: trovare una riva dove la musica elettronica potesse nuovamente possedere uno spazio proprio.
L’edizione 2026 consolidò il ritorno. Paul Kalkbrenner portò un live melodico adatto a un grande palco aperto; Amelie Lens, Chris Liebing, DJ Rush e Planetary Assault Systems attraversarono diverse intensità della techno. Deborah De Luca, Daria Kolosova, Southstar e Øtta rappresentarono direzioni più recenti e veloci. Sven Väth collegò il giorno alla notte con un set di tre ore al tramonto, mentre Adam Beyer e Joseph Capriati condivisero una performance speciale. Worakls, Kasablanca, Franky Wah e Rebūke ampliarono il programma verso house e costruzioni melodiche. La presenza di molti artisti ungheresi impedì che l’evento diventasse soltanto una vetrina internazionale.
Durante il giorno, SUP, yoga, moda e cinema all’aperto offrivano pause dalla pressione sonora. Di notte, grandi pareti LED e un disegno luminoso preciso trasformavano la costa senza eliminare completamente l’oscurità del lago. Questa convivenza riassume il fascino di B my Lake: produzione internazionale in un luogo ancora gestibile, nomi riconoscibili dentro un’identità musicale coerente e intensità fisica legata al paesaggio. L’organizzazione ha già annunciato il ritorno nel 2027, senza pubblicare le date. Dopo trasferimenti, cancellazioni e anni dentro un altro festival, B my Lake ha dimostrato che la propria identità non dipende da un indirizzo, ma dall’incontro tra acqua, notte e techno.
Linea del tempo
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