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12 edizioni da esplorare · futuro, live e passato
Numeri, sede e abitudini di casa
Bilbao BBK Live nasce da una contraddizione geografica diventata il suo principale elemento distintivo. È un grande festival internazionale identificato con una città, ma il recinto principale non si trova tra edifici, viali o padiglioni urbani. Ogni luglio, il pubblico lascia Bilbao e sale verso Kobetamendi, un’area naturale dalla quale restano visibili i quartieri, le luci e il profilo della ria. La montagna non funziona soltanto come terreno disponibile per i palchi. Pendenze, alberi, umidità del nord, cambiamenti climatici e vista panoramica modificano il modo in cui la musica viene vissuta.
Il progetto iniziò nel 2006 attraverso la collaborazione tra Last Tour, il Comune di Bilbao e BBK. La prima edizione presentò immediatamente un livello ambizioso con Guns N’ Roses, Placebo, Ben Harper, The Cardigans, The Pretenders, Goldfrapp, Deftones e The Cult. L’identità era fortemente legata al rock internazionale e alle grandi band alternative. Kobetamendi forniva però qualcosa che nessun cartellone poteva creare da solo: un’immagine geografica precisa, con un festival sulla montagna e una città contemporanea visibile più in basso.
Negli anni successivi, The Rolling Stones, Metallica, Radiohead, Depeche Mode, The Cure, Pearl Jam, R.E.M., Coldplay, Red Hot Chili Peppers, The Police, Green Day, Arctic Monkeys, Muse e The Killers contribuirono alla sua crescita. La storia non consiste però soltanto in una successione di headliner. Elettronica, hip hop, R&B, pop contemporaneo e scene iberoamericane acquistarono progressivamente maggiore importanza. Il festival passò da una struttura dominata dalle chitarre a una rappresentazione più ampia della cultura musicale contemporanea.
Basoa fu decisivo in questa evoluzione. L’elettronica non venne collocata in una semplice tenda laterale, ma in una pista immersa tra gli alberi, dove vegetazione, luce e impianto audio appartengono alla stessa esperienza. Lasai nacque come contrasto, con velocità più moderate, un ascolto meno aggressivo e una vista privilegiata su Bilbao. Gorria ampliò poi il rapporto con club culture, ritmi globali e sperimentazione. Questi spazi non sono accessori rispetto ai grandi concerti. Possiedono una propria identità e possono determinare l’intero percorso di chi partecipa.
La giornata comincia generalmente nel pomeriggio e termina all’alba. Il pubblico passa da Nagusia a San Miguel, Basoa, Lasai e altri palchi, accettando sovrapposizioni inevitabili. Un headliner internazionale può suonare nello stesso momento di un DJ, una band emergente o un artista basco. L’impossibilità di vedere tutto produce versioni differenti del festival. Alcuni costruiscono la notte attorno ai grandi nomi; altri usano quei concerti come riferimenti e trascorrono gran parte del tempo nel bosco o in spazi più piccoli.
Il campeggio crea un’altra relazione con Kobetamendi. Chi rimane sulla montagna forma una comunità temporanea che comincia prima dell’apertura e continua dopo la chiusura dei palchi. Akelarre ha portato una programmazione sonora specifica nel camping, rafforzando il carattere rituale del soggiorno. Campeggiare evita parte degli spostamenti, ma richiede preparazione per il clima basco. Pioggia, fango, umidità e notti fresche possono comparire anche in luglio. Chi alloggia in città dipende invece dalle navette e da una complessa organizzazione capace di trasportare decine di migliaia di persone.
Bilbao continua a partecipare anche quando il programma principale si trova sul monte. Bereziak propone concerti gratuiti dal 2011; Hirian ha portato la musica nei quartieri e Herrian in altri comuni di Bizkaia. Nel 2026, Mendian ha aggiunto un’esperienza culturale e familiare a Kobetamendi. Queste iniziative cercano di evitare che un festival internazionale diventi un avvenimento separato dalla vita quotidiana del territorio. Il pubblico con biglietto rimane fondamentale, ma la cultura viene distribuita anche in strade, piazze e spazi accessibili gratuitamente.
La pandemia interruppe la continuità. L’edizione del 2020, prevista con Kendrick Lamar, The Killers e Bad Bunny, venne sospesa, e le restrizioni impedirono anche il ritorno nel 2021. Quando Bilbao BBK Live riprese nel 2022, Kobetamendi recuperò un appuntamento ormai integrato nell’immagine culturale della città. Le edizioni successive svilupparono misure più strutturate su mobilità, rifiuti, accessibilità, sicurezza, prevenzione delle violenze e collaborazione con enti sociali.
Nel 2025, Kylie Minogue, Pulp, Kaytranada, Raye, Bad Gyal, Nathy Peluso, Michael Kiwanuka, Amaia e Damiano David guidarono un cartellone con oltre cento artisti. Nel 2026, il ventesimo anniversario riunì Calvin Harris, Robbie Williams, Dellafuente, David Byrne, FKA twigs, IDLES, Alabama Shakes, Interpol, Charlotte de Witte, Richie Hawtin e Lily Allen. Le 112.500 presenze complessive dei tre giorni stabilirono un nuovo record, confermando la capacità del festival di crescere dopo due decenni.
Quella crescita rappresenta ora la sfida più delicata. Bilbao BBK Live deve mantenere la scala di un grande evento europeo senza perdere ciò che lo rende specifico. La sua identità non dipende soltanto dagli artisti principali, ma dalla salita a Kobetamendi, dal bosco di Basoa, dalla calma di Lasai, dalla vista sulla città e dai concerti gratuiti nei quartieri. Quando questi elementi convivono, il festival non sembra una struttura trasferibile ovunque. Diventa un’esperienza inseparabile da Bilbao: una montagna sopra la città, una notte umida del nord e la musica che costruisce temporaneamente un altro paesaggio.
Linea del tempo
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