Classifica
#1234
METAL - ROCK
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2026
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7 edizioni da esplorare · futuro, live e passato
Numeri, sede e abitudini di casa
Per oltre dieci anni Desertfest Belgium ha avuto una geografia quasi perfetta per la propria musica. Si entrava al Trix, si sceglieva fra tre sale e il resto della giornata poteva trascorrere passando da stoner rock a doom, sludge o heavy psych senza uscire davvero dall’edificio. Questa concentrazione rendeva l’edizione belga diversa sia dai festival con camping sia dal percorso fra club che caratterizza London. Sale di dimensioni differenti producevano concerti molto diversi sotto lo stesso tetto. Nel 2026 quel rituale cambia indirizzo per la prima volta: Desertfest lascia Antwerp e si trasferisce all’OM di Seraing, nell’area di Liège.
La storia belga iniziò nell’ottobre 2014, quando London e Berlin avevano già dimostrato che intorno a stoner, doom e psichedelia pesante esisteva una comunità internazionale abbastanza forte da sostenere più festival. La prima edizione al Trix andò sold out. Kadavar guidavano il venerdì, Electric Wizard il sabato e Fu Manchu la domenica, mentre Truckfighters, YOB, Pallbearer, Brant Bjork, Colour Haze, Conan, Karma To Burn, Greenleaf, 1000mods e decine di altre band occupavano le tre sale. Non sembrava un esperimento prudente. Fin dal debutto, Belgium entrò nella famiglia Desertfest con un cartellone che riuniva diversi nomi fondamentali delle scene heavy europee e americane.
Il Trix diventò presto molto più di un semplice venue. Zaal, Club e Café offrivano tre scale diverse, permettendo a un artista internazionale di suonare davanti a un pubblico numeroso mentre pochi metri più in là una band emergente poteva quasi trovarsi dentro la folla. Le capacità limitate obbligavano naturalmente a cambiare alcuni piani. Una sala piena significava scegliere un’altra performance, ma il prossimo palco era così vicino che la frustrazione poteva trasformarsi immediatamente in scoperta. Il weekend assumeva quindi il ritmo di una lunga serie di club show sovrapposti, con corridoi, scale, code e bar che facevano parte del passaggio naturale fra un set e l’altro.
Il termine Desertfest non ha mai significato soltanto desert rock. Le radici stoner rimangono evidenti, ma Belgium ha progressivamente aperto il programma a doom, sludge, psychedelic rock, post-metal, forme progressive e progetti più sperimentali. Pentagram, Elder, Orange Goblin, Acid King, Graveyard, Bongripper, Oranssi Pazuzu, The Obsessed, My Sleeping Karma, Lowrider, Monkey3 e Mars Red Sky occupano posizioni molto diverse all’interno dello stesso panorama. La coerenza nasce dal peso, dai riff, dalle ripetizioni e dall’attenzione a forme musicali che spesso hanno bisogno di tempo. Tre giorni possono quindi attraversare molti linguaggi senza sembrare una raccolta casuale di band pesanti.
La scena belga ha avuto un ruolo altrettanto significativo. Brutus, Wolvennest, Neptunian Maximalism, 30,000 Monkies, Gros Cœur, Huracan e Wyatt E. sono passati dal festival in differenti momenti. Questo ha impedito all’evento di sembrare soltanto una tappa importata da London o Berlin. Esiste una grafica comune, una comunità internazionale e un pubblico che viaggia fra diverse edizioni, ma Antwerp ha costruito una propria relazione con il Trix e con le band locali. Il ritorno annuale in ottobre ha trasformato Borgerhout in un punto d’incontro stabile per una scena che durante il resto dell’anno si disperde fra tour, piccoli club e altri festival specializzati.
La pandemia interruppe il ritmo normale nel 2020, ma negli anni successivi il festival ritrovò continuità. L’edizione 2025, ultima ad Antwerp, andò completamente sold out. Bongripper, Oranssi Pazuzu, The Obsessed e Mondo Generator parteciparono al venerdì; Orange Goblin, YOB, Acid King, Colour Haze e Monkey3 caratterizzarono il sabato; Graveyard, My Sleeping Karma, Lowrider e Castle Rat furono fra i protagonisti della domenica. Masters of Reality avrebbe dovuto suonare nell’ultima giornata ma cancellò per gravi problemi di salute. Messa entrò nel programma all’ultimo momento, una sostituzione quasi naturale per una band già legata alle precedenti edizioni.
Nel 2026 il cambiamento di città ha chiarito anche il nome. Desertfest Antwerp lascia spazio a Desertfest Belgium, con OM a Seraing come nuovo centro e Liège utilizzata come riferimento geografico principale. Gli organizzatori hanno precisato che sarà l’unico Desertfest belga dell’anno, eliminando l’idea di due festival paralleli. Musicalmente la continuità è immediata: Uncle Acid & The Deadbeats, Sólstafir, 1000mods, Greenleaf, Yawning Man, Monolord, Boris, Khemmis, Ahab, Dopelord, Mantar, Wolvennest e Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs appartengono perfettamente al mondo costruito nelle undici edizioni precedenti.
Proprio per questo il trasferimento è più interessante di un semplice cambio di venue. Dal 2014 al 2025, Trix era diventato così importante che festival e edificio sembravano quasi inseparabili. Ottobre 2026 toglierà quella certezza e conserverà il resto: tre giorni indoor, più palchi, una selezione internazionale molto precisa e un pubblico abituato ad alternare nomi storici e scoperte. Antwerp aveva dimostrato che una franchise poteva diventare profondamente locale tornando ogni anno nello stesso luogo. Seraing dovrà dimostrare che, dopo oltre un decennio, la parte veramente stabile non era il Trix ma la comunità che aveva imparato a riempirlo.
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