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✓ 11 edizioni documentate — 69 artisti hanno partecipato

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Numeri, sede e abitudini di casa

Edizioni documentate112013–2026
Anni di storia14 annidal 2013
Paese abitualeSuiza

Sul festival

Montreux Jazz Festival è uno di quei festival che non si possono più descrivere solo attraverso il cartellone. Certo, i nomi contano, e contano moltissimo: sui suoi palchi sono passate leggende sufficienti a riempire un’enciclopedia. Ma Montreux è più di una lista di artisti famosi. È un modo di ascoltare. Una piccola città sul lago che per due settimane diventa punto d’incontro per musicisti, melomani, curiosi, viaggiatori, collezionisti di storie e artisti che sanno che suonare lì non è una data qualunque dentro un tour.

Il festival è nato nel 1967 grazie a Claude Nobs, René Langel e Géo Voumard, con una prima edizione durata appena tre giorni. Era jazz, sì, ma fin dall’inizio aveva qualcosa che lo distingueva: la cura per il suono, la vicinanza con gli artisti e un’ospitalità che nel tempo è diventata parte della leggenda. Montreux non ha mai voluto essere soltanto una macchina da concerti. È diventato un luogo dove i musicisti potevano fermarsi, parlare, improvvisare, registrare, incrociare altri artisti e lasciare qualcosa che non era necessariamente previsto. Questa idea di incontro resta una delle sue impronte più profonde.

Con gli anni, il jazz ha smesso di essere un confine chiuso ed è diventato un punto di partenza. Da Montreux sono passati Nina Simone, Miles Davis, Ella Fitzgerald, Aretha Franklin, Marvin Gaye, Prince, David Bowie, Leonard Cohen, Elton John, Stevie Wonder e molti altri. Sono entrati anche rock, soul, blues, funk, pop, hip-hop, elettronica, suoni latini, chanson, sperimentazione e musiche globali. Questa apertura non ha cancellato la radice jazz; l’ha ampliata. Montreux ha capito il jazz non solo come genere, ma come atteggiamento: libertà, rischio, conversazione, ascolto, improvvisazione e rispetto del momento.

La città è inseparabile dall’esperienza. Montreux si trova tra il Lago di Ginevra e le Alpi, vicino ai vigneti terrazzati di Lavaux, con una scala che permette al festival di sembrare elegante senza diventare distante. Non è un evento perso in un campo né un’esplosione urbana impersonale. È camminare sui quais, vedere l’acqua, entrare a un concerto all’Auditorium Stravinski, spostarsi al Montreux Jazz Lab, imbattersi in musica gratuita all’aperto, cenare tardi, ascoltare qualcosa di inatteso e sentire che tutta la città è accordata per quei giorni. Il paesaggio non è cartolina di sfondo; è parte del tempo.

L’esperienza reale può cambiare completamente a seconda del giorno. Una sera può avere Sting o Nick Cave in una sala dall’acustica curata; un’altra può incrociare R&B, jazz e soul con John Legend o The Roots; un’altra può guardare al pop contemporaneo con RAYE, Tyla o PinkPantheress; un’altra può tornare al rock con Deep Purple, o al jazz di radice con Charles Lloyd, Gregory Porter, Billy Cobham o Marcus Miller. Questa convivenza è proprio ciò che rende speciale Montreux. Non sembra una miscela fatta solo per piacere a tutti, ma una lunga conversazione tra generazioni musicali.

C’è anche una dimensione di memoria che pochi festival possiedono. Montreux ha registrato, conservato e trasformato in archivio una parte enorme della sua storia. I suoi concerti non spariscono del tutto quando finisce la notte; restano come documenti, miti, dischi, video, racconti, aneddoti. L’incendio che ispirò “Smoke on the Water”, le apparizioni di Miles Davis, le notti di Prince, l’intensità di Nina Simone, le jam session e gli incontri improbabili fanno parte di un patrimonio vivo che continua ad alimentare il festival attuale.

Ciò che distingue il Montreux Jazz Festival è la sua rara combinazione di prestigio e calore. Può essere sofisticato, costoso in alcune sale e carico di storia, ma non vive solo di solennità. Ci sono anche palchi gratuiti, passeggiate lungo il lago, scoperte, notti aperte e una sensazione di vicinanza che spiega perché tanti artisti lo ricordino in modo speciale. Montreux è un festival per ascoltare con attenzione, ma anche per lasciarsi portare. Un luogo dove il passato pesa, sì, ma non come museo: pesa come invito a far succedere ancora qualcosa di nuovo.

Sito ufficiale · www.montreuxjazzfestival.com

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Scheda

Mese abituale
luglio
Durata tipica
16 giorni
Città abituale
Montreux
Serie più lunga
6 anni consecutivi
Prima edizione
2013

Linea del tempo

Un artista all'anno, il migliore in classifica

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