Classifica
#1136
R&B - ROCK - SOUL
Classifica
#1136
Follower
9.8 K
Quando
2026
Artisti in evidenza
Lineup in arrivo — lo pubblichiamo appena confermato.
2 edizioni da esplorare · futuro, live e passato
Numeri, sede e abitudini di casa
Il Nidaros Blues era il fine settimana in hotel a Trondheim. Lo dirigeva Jan Engen. Una nota di Bluesnews fissa l'inizio nel 2000 e dice che l'avvio non fu facile. La festa dei primi 20 anni cadde dal 24 al 28 aprile 2019 al Royal Garden, dove la pagina dice che cominciò. Nel 2025 Engen chiamò 26ª quella dal 24 al 27 aprile al Clarion Hotel. Se il 2000 è l'anno uno, il 2019 è il 20º e il 2025 il 26º: i conti tornano. La pagina, dopo una pausa, lascia un avviso di date per un aprile di nuovo al Royal Garden. Quell'anno qui non entra. Non si conta come una notte già vissuta.
Nel 2019 uno sciopero degli aerei complicò il giubileo. Engen disse a Freddy Toresen che solo due artisti non arrivarono: il belga Guy Verlinde e lo svedese Roffe Wikström. Ne ebbero 10 o 12 a rischio e cominciarono a cambiare i voli tre o quattro giorni prima. La responsabile dei trasporti, nuova quell'anno, lavorò giorno e notte. Il sovraccosto lo stimò fino a 70.000 corone. I Rhythm Kings entrarono nel buco di Wikström, con un repertorio soul. Il venerdì passarono 1.600 persone dal Royal Garden, e altrettante il sabato. Quattro palchi. Venerdì mattina, blues per gli anziani nella sala congressi, tovaglie bianche, tramezzini e caffè: Jolly Jumper, che è Kjell Inge Brovoll, e Big Moe and The Jimbo Jambo Band. Un apparato porta quel pubblico da casa. Sabato mattina, blues per i bambini, gratis, con la Trondheim Storband e i grandi successi dei film dei Blues Brothers. Rob Paparozzi, del New Jersey, voce di The Original Blues Brothers Band, aveva provato tre brani e finì per cantarne una decina. Raccontò che Steve Cropper lo chiamò per cantare e suonare l'armonica, e che non si dice di no. C'era stato cinque anni prima e aveva visto il dispositivo per i bambini.
Andy Fairweather Low, gallese, aprì nella sala congressi con il primo riff di chitarra che imparò da ragazzo: l'intro di Route 66, come la suonò Keith Richards sul primo disco dei Rolling Stones. Il set andò dal blues rock inglese degli inizi al jazz blu e al soul degli anni sessanta. Nei soli, meno è di più. I Black Sorrows, Joe Camilleri e la sua band, erano il ritrovo più richiesto. Suonarono The Chosen Ones e Harley and Rose. Il punto alto per Toresen fu Do I Move You, dal disco Citizen Joe. Booker T. Jones e alcuni musicisti giovani servirono il pacchetto Stax, senza un titolo isolato nella nota. Mud Morganfield, figlio di Muddy Waters, non ha nemmeno un brano chiuso. Ruthie Foster portò Hadden Sayers alla chitarra e Scottie Miller alle tastiere. Sul palco acustico Eric Bibb e Staffan Astner abbassarono il volume. In una pausa dell'intervista passava la canzone preferita di Engen, e la nota non le dà un nome. Bottleneck John è Johan Eliasson, con il suo Delta Trio. I My Baby, dai Paesi Bassi, furono discussi nei corridoi: Daniel Johnston, dalla Nuova Zelanda, alla chitarra, senza titolo. Le foto di quell'aprile sono di Arve Reistad.
Dal 24 al 27 aprile 2025 l'hotel era il Clarion. Lo racconta Jan Erik Moe il 2 maggio. La prevendita andava male: Engen credette che Trondheim avesse speso troppo ai mondiali di sci. Poi risalì. D.K. Harrell, di Ruston, in Louisiana, aprì l'angolo di ascolto con il giornalista Øyvind Rønning. La sua Gibson Lucille si rovinò in aereo. Il tecnico Marius gli prestò un'altra Lucille. Poi fece lo show sulla Riis. I SuperCharger Duo, Ernst Wiggo Sandbakk alla batteria ed Eirik S. Tveten al piano, ebbero un applauso in piedi. Venerdì presto, i Lowlife Brotherhood, con Rick Hauchman, della Carolina del Nord. Poi i Dr. Feelgood, con Robert Kane, pub rock inglese: i membri d'origine non ci sono più. I Nine Below Zero, Dennis Greaves e Mark Feltham, cominciarono come Stan's Bluesband nel 1977 e presero il nome due anni dopo. Il pubblico cantava con entrambi. Shawn Pittman, di Dallas, sulla Foraas, con gli Özdemirs ed Erkan Øzdemir al basso. Bottleneck John tornò con il Delta Trio. Ola Buan Øien and Vise Menn, Håvard Sterten alla batteria e Kåre Andreas Lund al basso, uscirono col disco Blå quel sabato, in vinile e in digitale.
Therese Ulvan, di Trondheim, entrò senza un titolo. Los Angeles Women in Music l'aveva nominata miglior cantautrice, e descrive la sua musica come pop con anima e brezza nordica. Jesper Lindell, di Ludvika, con i Brunnsvik Sound and Horns, non lascia nemmeno un brano nella nota. Alice Armstrong, vincitrice dell'European Blues Challenge, sulla Riis: Moe l'aveva vista a Östersund nell'ottobre prima. Adam Douglas, dell'Oklahoma, in Norvegia dal 2008, con il batterista che canta, Torjus Nevland. Si chiamano la band più piccola e più grande del mondo. Tad Robinson, armonica, il sabato sulla Riis: era nella band di Dave Specter dal 1990. Ida Nielsen and The Funkbots, sulla Foraas: Prince la tenne al basso per sei anni. D.K. Harrell chiuse quel sabato. Domenica pomeriggio, alla Vår Frue kirke, Earl Thomas and The Gospel Ambassadors, 500 biglietti, un pomeriggio freddo di fine aprile. Il blues degli anziani, quell'anno, fu il Kongelaget: Dr. Bekken, Brovoll, Halvard Andresen e Arne Skognes. Servirono due turni. Le foto sono di Moe.
Restò il fine settimana d'hotel sul fiume, con la sala congressi, la Riis, la Foraas e, alla chiusura del 2025, la chiesa. I titoli che furono camminati sono quelli del 2019: l'intro di Route 66, The Chosen Ones, Harley and Rose e Do I Move You. La pagina lascia l'avviso di aprile. Quell'avviso non è una notte raccontata.
Generi
R&B
ROCK
SOUL
Linea del tempo
Un artista all'anno, il migliore in classifica
Quelli che compaiono di più nelle edizioni di questa franchise.
#1Svezia
1 edizioni · 2023
#2Regno Unito
1 edizioni · 2023
#31 edizioni · 2023