2020–2027

HOUSE - TECHNO

Day Zero

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✓ 7 edizioni documentate — 32 artisti hanno partecipato
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Day Zero 2027

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2027

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Numeri, sede e abitudini di casa

Edizioni documentate72020–2027
Anni di storia15 annidal 2012
Paese abitualeMessico

Sul festival

All’alba, Day Zero non dà esattamente la sensazione di una festa che sta finendo. Il sound system continua a funzionare, la pista è ancora piena e uno dei set più attesi può essere appena iniziato, ma intorno al pubblico accade qualcosa che nessuna produzione riesce a controllare. Gli alberi, rimasti per ore come sagome nere, tornano ad avere colore; le luci artificiali perdono forza e la giungla emerge lentamente dalla notte. Questa trasformazione spiega il festival meglio di qualsiasi slogan. Damian Lazarus ha costruito Day Zero come un’unica traiettoria lunga, dal tardo pomeriggio fino al mattino, e non come una serie di giornate separate da pause e ritorni in hotel.

La storia comincia il 21 dicembre 2012, quando la cultura popolare interpretava la conclusione di un ciclo del calendario maya come una presunta profezia sulla fine del mondo. Lazarus scelse la lettura opposta: una fine poteva essere un reset, il punto da cui iniziare un nuovo capitolo. La prima celebrazione nella Riviera Maya riunì 3D dei Massive Attack, James Lavelle, Jamie Jones, Trentemøller, Acid Pauli e altri protagonisti della musica elettronica. Quella data avrebbe potuto produrre un evento irripetibile e poi scomparire. Invece Day Zero tornò, si spostò stabilmente verso gennaio e trovò progressivamente nella giungla della zona di Tulum il luogo capace di trasformare un’idea simbolica in un’identità concreta.

Il paesaggio è diventato centrale proprio perché non funziona come semplice scenografia. Nell’area di Dos Ojos, vegetazione, terreno e sentieri determinano il modo in cui il pubblico attraversa il festival. Non c’è una grande pianura dalla quale osservare contemporaneamente tutti i palchi. Bisogna entrare nella giungla, seguire percorsi e lasciare che gli ambienti si rivelino uno alla volta. Le luci passano tra i rami, alcune strutture sembrano incorporate nel bosco e una pista può risultare sorprendentemente raccolta nonostante la quantità di persone presenti. Spostarsi da un palco all’altro richiede tempo, ma proprio quel tempo permette di percepire un cambiamento reale di atmosfera invece di una semplice sostituzione musicale.

La presenza della cultura maya rende il rapporto con il territorio più complesso. Fin dalle prime edizioni, Lazarus ha coinvolto figure e partecipanti locali, incorporando cerimonie, danze e riferimenti alle narrazioni tradizionali della regione. Questo accade però in un Tulum profondamente trasformato dal turismo, dove l’uso superficiale di simboli indigeni e l’impatto ambientale delle grandi feste sono diventati questioni difficili da ignorare. Day Zero ha cercato di rispondere con iniziative concrete: aree senza plastica, cibo proveniente da produttori locali, pulizia dei microplastiche, programmi di conservazione delle tartarughe e installazione di luci solari a beneficio delle famiglie della comunità di Dos Ojos.

La musica, invece, resta chiaramente ancorata al presente. House e techno sono le coordinate principali, ma la loro interpretazione è ampia. Jamie Jones, Black Coffee, Four Tet, DJ Tennis, Bedouin, Dubfire ed Ellen Allien rappresentano modi molto diversi di intendere un club, mentre Acid Pauli e Nicola Cruz introducono ritmi e tessiture più organiche. Anche nomi immediatamente riconoscibili come Fatboy Slim, Marco Carola o Vintage Culture sono entrati nella storia senza trasformare il festival in una vetrina EDM generalista. Day Zero privilegia soprattutto DJ e live act capaci di costruire una narrazione lunga, perché in una notte di queste dimensioni la collocazione oraria modifica completamente la funzione di un set.

Con la crescita sono aumentati anche i palchi. Già nel 2019 comparve una seconda area musicale, mentre le edizioni contemporanee utilizzano tre spazi. Questo rende la notte più ricca ma distrugge l’illusione di poter vedere tutto. I set si sovrappongono, i percorsi richiedono diversi minuti e, dopo molte ore, l’energia fisica diventa una variabile fondamentale. Mangiare, bere acqua, fermarsi e scegliere il momento in cui risparmiare forze non sono dettagli secondari. Molti arrivano con un programma preciso e finiscono per abbandonarlo quando trovano una pista che non vogliono lasciare. La struttura di Day Zero premia chi accetta di perdersi un po’ più di chi cerca di consumare il lineup come una lista.

L’edizione del 10 gennaio 2026 ha superato le diciassette ore e ha riunito Seth Troxler, Cinthie, Vintage Culture, Mau P, Acid Pauli, Nicola Cruz, Traumer e Superpitcher, con Damian Lazarus ancora al centro della storia e Marco Carola coinvolto nel tratto finale. Nel frattempo Day Zero aveva già iniziato a viaggiare: nel 2019 il concetto arrivò a Masada, vicino al Mar Morto, e successivamente anche a Bali. La parte più interessante di questa espansione è il tentativo di non ricreare artificialmente Tulum altrove. Ogni nuova edizione dovrebbe partire dal paesaggio e dalla storia del luogo, cercando nuovamente quel contrasto tra ambiente antico e musica elettronica contemporanea.

Il prossimo ritorno nella giungla è fissato per il 9 gennaio 2027. &ME, Chloé Caillet, Culoe De Song, Jane Fitz, LP Giobbi, RPR Soundsystem, Satori, Tiga, Victor Calderone, Vintage Culture e Lazarus fanno parte di circa trenta artisti distribuiti su tre palchi. Dopo quindici anni, parlare ogni volta di “nuovo inizio” potrebbe sembrare soltanto un’abitudine. La forza dell’idea rimane invece nel modo in cui la notte è costruita. Si entra quando esiste ancora la luce, si perde per ore il rapporto con ciò che sta fuori e si resta abbastanza a lungo da vedere il luogo tornare a essere riconoscibile. Day Zero si completa proprio quando la giungla smette di essere scenografia e, con l’alba, torna a essere più forte del festival.

Sito ufficiale · dayzerofestival.com

Social

Generi

HOUSE

TECHNO

Scheda

Mese abituale
gennaio
Durata tipica
1 giorni
Città abituale
Tulum
Città diverse
2
Serie più lunga
6 anni consecutivi
Organizzatore
Damian Lazarus (Crosstown Rebels)
Prima edizione
2012

Linea del tempo

Un artista all'anno, il migliore in classifica

Artisti ricorrenti

Quelli che compaiono di più nelle edizioni di questa franchise.