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HOUSE - TECHNO
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1 edizioni da esplorare · futuro, live e passato
2023Lago Lago 2023
Numeri, sede e abitudini di casa
Stroombroek non è Amsterdam. È un lago di svago a Braamt, nell’Achterhoek della Gheldria, un recinto Leisurelands con campeggio, spiaggia interna e il silenzio di Montferland quando non c’è un altoparlante. Lago Lago si è piantato lì dal 1 al 3 luglio 2022 come se house e techno olandesi avessero bisogno di uno specchio d’acqua lontano dalla Randstad. Chasing the Hihat, con Daniel van Drunen e Rob Simon, non ha affittato un padiglione fieristico. Ha affittato una plas e ha detto che il nome era già il programma: lago, lago, e un orecchio tra house e techno.
Prima che suonasse il primo set, l’organizzatore e Leisurelands avevano firmato tre anni. Van Drunen l’ha detto senza poesia da dossier: a un festival di più giorni non si entra per una sola stagione se si vuole un legame con il suolo e i vicini. La cifra sognata all’inizio — circa ottomilacinquecento al giorno — è scesa a circa quattromila. Non era un fallimento travestito. Era una decisione di recinto: meno particella, più intimità, il fuoco sull’acqua e non su un secondo terreno a poche centinaia di metri. Simon, nelle cronache locali, ha parlato di quattromila con il sollievo del primo anno: niente materiale di confronto, e il numero bastava.
Il cartellone di quel primo fine settimana non era un elenco per riempire un post. Era una tesi d’orecchio. Joris Voorn, Todd Terje, Henrik Schwarz, John Digweed, Gui Boratto, Extrawelt: house, techno, disco di notte lunga. Cinquantuno act, più palchi, un palco principale che le cronache ricordano autorizzato fino alle quattro del mattino. Sedici ore d’arco al giorno, dicevano, chiedono un racconto che non salti di picco in picco. Il minimo d’età — ventuno anni — non è una nota da bancone. È una porta. Chi cerca un rave da diciotto in un padiglione sbaglia lago.
L’esperienza del pubblico è da campeggio sull’acqua, non da club di canale. Si arriva in auto dalla Randstad o si scende nell’Achterhoek con la sensazione di aver lasciato la città. La tenda era nel biglietto; il glamping e Landal Stroombroek costavano di più. Al mattino le cronache ricordano gente che metteva una tavola sul lago. Di notte lo stesso recinto smette di essere parco ricreativo e diventa pista. Il tempo può essere quello della Gheldria: sole di luglio o scroscio. Se arriva il fango, è fango da campeggio, non da parcheggio di zona.
I vicini non erano un fondale. Van Drunen ha fatto un giro mercoledì: una sessantina di persone del posto, un numero che ha detto di non aver mai visto. Il fatto misura il contratto. Un festival house su un lago di svago comunale non regge se convince solo chi viene da Amsterdam. Regge se Braamt accetta il rumore fino alle quattro e se Leisurelands vede più di un fine settimana. Molte orecchie venivano dalla Randstad. Altre erano locali e volevano provare qualcosa di nuovo sulla propria plas.
Non è Lakefest né Lakelive. Lakefest è un incontro familiare di pop e rock nell’ovest dell’Inghilterra, nato in un waterpark alla sidro e poi trasferito in un castello. Lakelive è un festival di nove giorni a Bienne e Nidau, sul lago di Bienne, con sport e cultura svizzeri. Confondere i tre perché il nome porta «lago» o «lake» è un errore di mappa. Lago Lago non chiede un castello né un’expo. Chiede un lago di svago nell’Achterhoek e un orecchio da club disposto a viaggiare.
Chi guida dalla Randstad verso Braamt sente il cambio di mappa prima ancora del primo set: meno città di canali, più Achterhoek, poi l’acqua di Stroombroek. Di giorno si può ancora pensare a un parco di svago. Di notte lo stesso bordo tiene un arco lungo fino alle quattro. Servono stivali per l’erba bagnata e tempo tra tenda e pista.
Non serve inventare una seconda edizione per spiegare il posto. Il posto si spiega con la plas, con il taglio di capienza, con il campeggio incluso e con una squadra venuta dalla città a chiedere in prestito il silenzio a Montferland. Lago Lago si capisce meglio come uno specchio d’acqua che ha rifiutato di restare nel depliant dello svago. Tra Chasing the Hihat e Leisurelands, tra Voorn e Digweed, tra i quattromila e le quattro del mattino, house e techno dei Paesi Bassi hanno un Braamt che non ha chiesto permesso alla Randstad. Il lago presta il riflesso; Van Drunen e Simon hanno prestato l’ostinazione di abbassare la cifra per non perdere il recinto.
Chi cerca un Lakefest inglese o un Lakelive svizzero a Stroombroek sbaglia frontiera. Qui l’acqua è della Gheldria, il nome si dice due volte, e il primo fine settimana di luglio 2022 resta l’origine. Lago Lago non è un open air di marca con un altro lago. È un festival house e techno che ha imparato, in partenza, che l’intimità è anche un modo di programmare.
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