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2027
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Lineup in arrivo — lo pubblichiamo appena confermato.
10 edizioni da esplorare · futuro, live e passato
Numeri, sede e abitudini di casa
Down The Rabbit Hole non utilizza semplicemente un paesaggio verde come sfondo per i concerti; cerca di trasformare quel paesaggio in una parte attiva del festival. De Groene Heuvels, vicino a Nijmegen fra i fiumi Maas e Waal, offre prati, boschi, sentieri e un lago dove il pubblico può nuotare durante il giorno. Fra questi elementi compaiono grandi tende, piccoli club, ristoranti, installazioni e spazi temporanei spesso progettati per essere scoperti quasi per errore. Fin dal debutto del 2014, DTRH ha costruito la propria identità intorno all’idea di avventura. La lineup conta moltissimo, ma altrettanto importante è poter dimenticare il programma, entrare nel bosco e trovare qualcosa che non aveva alcun ruolo nella decisione iniziale di acquistare il biglietto.
MOJO annunciò il progetto durante Lowlands 2013 e nei primi mesi fu inevitabile definirlo il fratello minore di quel grande festival olandese. Condivideva organizzatori, camping, attenzione alla musica alternativa e l’idea che un weekend dovesse offrire molto più di una sequenza di concerti. La prima edizione, dal 27 al 29 giugno 2014, mostrò però una scala differente. Circa diecimila persone arrivarono a De Groene Heuvels per The Black Keys, Damon Albarn, Foals, MGMT, Warpaint, Little Dragon, De Staat e The Brian Jonestown Massacre. Il terreno sembrava enorme e permetteva di esplorare senza pressione. La direzione parlava già di crescita, ma con una prospettiva di lungo periodo.
Il riconoscimento arrivò immediatamente. Dopo quell’esordio, Down The Rabbit Hole vinse il premio Best New Festival agli European Festival Awards. Negli anni successivi crebbe con regolarità: circa trentacinquemila partecipanti verso il 2018–2019, più o meno quarantacinquemila nel periodo successivo alla pandemia e oltre cinquantamila per la prima volta nel 2025. Ogni aumento di pubblico fu accompagnato però da nuovi spazi intermedi. Arte, teatro, workshop, ristoranti, feste pop-up, piccoli club e programmazione notturna impedivano al festival di ridursi semplicemente a un percorso obbligato fra gli headliner. L’obiettivo rimaneva quello di lasciare continuamente aperta la possibilità di una deviazione.
Hotot, Fuzzy Lop e Teddy Widder, i principali stage storici, portano nomi di razze di conigli. Attorno a questi punti di riferimento si estendono aree nel bosco, piccoli venue e strutture che cambiano nel tempo. Il lago contribuisce altrettanto alla personalità: la mattina può cominciare con una nuotata, il pomeriggio davanti a una band e la notte in un club nascosto dopo la chiusura dei palchi maggiori. Anche il camping amplia il senso del weekend. Le tende possono essere montate dal giovedì e l’area chiude soltanto il lunedì. Tre giorni ufficiali diventano così una piccola vacanza collettiva, con tempi molto diversi da quelli di un festival urbano.
La musica è sempre stata più ampia della definizione indie spesso associata a DTRH. Nel 2017 Fleet Foxes, Father John Misty, Warpaint e Spoon convivevano con Bonobo, Nicolas Jaar, De La Soul, Soulwax e Moderat. Nel 2019 Thom Yorke, Editors, Foals e Vampire Weekend condividevano il programma con Robyn, Skepta, Janelle Monáe, Grace Jones, Rosalía, The Roots, Kamasi Washington, Khruangbin e Underworld. Questa apertura continua a essere fondamentale. Chitarre e songwriting possono occupare il pomeriggio, hip hop, jazz o soul modificare la serata e house, techno ed elettronica trascinare il pubblico fino a notte. La coerenza nasce dalla curiosità, non da un confine stilistico.
La pandemia produsse l’unica vera interruzione prolungata. L’edizione di luglio 2020 fu cancellata a causa del divieto olandese sui grandi eventi. Nel 2021 MOJO tentò una soluzione straordinaria: spostare il festival alla fine di agosto e portarlo temporaneamente nel sito di Lowlands a Biddinghuizen con il nome Rabbits in the Lowlands. Anche quel progetto venne cancellato quando le restrizioni continuarono a vietare gli eventi di più giorni con camping. Il ritorno reale arrivò nel luglio 2022 a De Groene Heuvels con Gorillaz, Erykah Badu, HAIM, The War on Drugs, The Smile, Disclosure, St. Vincent, Phoebe Bridgers, Little Simz, Bicep e Moderat.
Negli anni successivi il festival raggiunse la sua scala massima. Nel 2025 superò per la prima volta i cinquantamila partecipanti, con Massive Attack, Underworld, Beth Gibbons, FKA twigs, Iggy Pop, Patti Smith, Tems, Wet Leg e Amyl and the Sniffers. Nel 2026 la vendita fu più lenta e l’organizzazione decise di ridurre volontariamente la capacità a circa quarantaduemila persone. Florence + The Machine, Little Simz e The xx guidarono un cartellone con David Byrne, Empire Of The Sun, Loyle Carner, The Last Dinner Party, Beirut, Apparat, Overmono, Johnny Marr e Sierra Ferrell. La scelta di ridimensionare la struttura mostrò che, almeno per una stagione, crescere non era considerato automaticamente sinonimo di migliorare.
La prossima edizione è confermata dal 2 al 4 luglio 2027. Dopo più di dieci anni, Down The Rabbit Hole non ha più bisogno di essere spiegato attraverso Lowlands. Ha un proprio pubblico, propri rituali e un’estetica immediatamente riconoscibile. Soprattutto, è riuscito a conservare la sensazione che il momento migliore possa accadere lontano dal main stage. Migliaia di persone arrivano per gli artisti scritti più grandi sul poster, ma il terreno sembra continuamente invitarle a fare altro: nuotare, seguire un sentiero, entrare in una tenda senza sapere cosa succede o inseguire una musica lontana. Il vero rabbit hole comincia esattamente quando si decide di non seguire più il programma.
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