2023

HIP HOP - POP - ROCK

Tomavistas

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#752

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✓ 1 edizioni documentate — 33 artisti hanno partecipato

Quale hai fatto (o farai)?

1 edizioni da esplorare · futuro, live e passato

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Numeri, sede e abitudini di casa

Edizioni documentate12023–2023
Anni di storia4 annidal 2023
Paese abitualeSpagna

Sul festival

Tomavistas è il fine settimana di pop, rock e hip hop della Caja Mágica, a Madrid. Carlos Marcos, su El País, ha camminato la prima delle tre giornate della nona edizione: la notte di giovedì 29 maggio 2025. JC Peña, su Mondo Sonoro, aveva camminato il venerdì e il sabato dell'ottava, datata 25 maggio 2024, quando il festival occupava ancora il parcheggio dello stesso terreno. Nel 2024 la capienza era cresciuta quasi del triplo, c'erano quattro palchi, il pomeriggio mancava l'ombra e sull'asfalto non c'era erba. Nel 2025 Carlos ha contato tre palchi, i due grandi a turno, e un pubblico soprattutto giovane.

Amaia Romero, navarrese, 26 anni, ha avuto 75 minuti. Ha cominciato con Tocotó. Ha attinto a Si abro los ojos no es real, il suo terzo disco: Magia en Benidorm, M.A.P.S. e Auxiliar. Ha cantato Tengo un pensamiento, quella che aveva portato a La Revuelta. Santos que yo te pinté, la sua versione di un brano di Los Planetas, l'ha fatta sulla piattaforma più alta, aggrappata all'asta del microfono, con violino e chitarra. Nelle foto del testo stesso compaiono Yamaguchi, con il chitarrista Luis Martínez, e Ya está, all'arpa. Ha attaccato Me pongo colorada, di Papá Levante, e ha chiuso con Bienvenidos al show. Lei e i suoi cinque musicisti hanno ballato una samba di commiato e si sono abbracciati dietro il palco. C'erano circa 5.000 persone, metà sala. Ha detto «Joé, qué bien lo estamos pasando». Delle scarpe col tacco: «Madre mía estos zapatos, voy a acabar ensangrentada». Del vestito: «Que me estaba quedando en bolas». Ha cambiato la frase di Tierno Galván in «ahora a ponerse un poco borrachitos y a disfrutar». Ha suonato pianoforte, arpa e chitarra, e ha ballato.

Poi ha rappato Mala Rodríguez, cresciuta a Siviglia e nata a Jerez, 46 anni. Segnava i 25 anni di Lujo ibérico. Ha aperto con Tengo un trato. Ha cantato Tambalea sul tavolo del DJ e ha invitato la gente a salire a ballare. Da La cocinera sono usciti i versi sul lucidare e levigare, il rap senza lucine, e il solletico alla vita. Portava nero corto, con cinghie argentate e frange. In una foto del testo rappa tra il pubblico. Carlos ricorda che quel primo disco l'ha messa, a 20 anni, in un hip hop spagnolo di uomini.

Il venerdì dell'ottava, nel parcheggio, La Luz ha fatto surf e psichedelia, senza titoli, e Repion ha suonato sul palco accanto. Bodega ha mescolato post-punk e indie. Standstill è tornato con intensità. I Dinosaur Jr. hanno avuto problemi di suono. Sistemati, hanno suonato Freak Scene e Feel the Pain. Il basso di Lou Barlow si perdeva a tratti. Los Planetas segnavano trent'anni di Super 8. Hanno aperto con De viaje, in quartetto, senza Eric alla batteria. Poi Qué puedo hacer, Rey sombra e Brigitte. J, non più timido, ha detto che erano ancora lì e si è ricordato dei suoi imitatori. Poi La caja del diablo, Manchas solares, Nuevas sensaciones e Mi hermana pequeña. Alla stessa ora, Alcalá Norte sostituiva i Dry Cleaning. Gli Editors hanno riletto Killer, di Adamski e Seal. The Blaze ha chiuso quella giornata. Hinds e Melenas hanno diviso un palco, senza titoli.

Il sabato, Laetitia Sadier, degli Stereolab, ha scherzato «Gracias por coceros» sotto il sole, senza titoli sciolti. I Villagers, con Conor O'Brien, non hanno lasciato titoli nemmeno loro. I Derby Motoreta's Burrito Kachimba hanno cantato La fuente e hanno dedicato il concerto a Los Estanques. Quelli hanno ricambiato e hanno tirato fuori un finto George Michael che poi ha attraversato il festival. I The Jesus and Mary Chain hanno cominciato tiepidi, con un suono in scatola, e poi hanno messo veleno in Sidewalking, Blues from a Gun e Just Like Honey. Hanno chiuso con Reverence. I Phoenix, da Versailles, hanno appoggiato il tratto su Alpha Zulu, il disco del 2022, con soste su successi di carriera che Peña non nomina, proiezioni sincronizzate e il batterista svedese Thomas Hedlund.

Sito ufficiale · www.tomavistasfestival.com

Social

Generi

HIP HOP

POP

ROCK

Scheda

Mese abituale
giugno
Durata tipica
3 giorni
Città abituale
Madrid, Madrid
Prima edizione
2023

Linea del tempo

Un artista all'anno, il migliore in classifica

Artisti ricorrenti

Quelli che compaiono di più nelle edizioni di questa franchise.