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1 edizioni da esplorare · futuro, live e passato
2023Cabourg Mon Amour 2023
Numeri, sede e abitudini di casa
A Cabourg, Mon Amour uno dei momenti più importanti della giornata non appartiene a nessun artista. Arriva quando il sole comincia a scendere sulla Manica e i due palchi sulla spiaggia di Cap Cabourg cambiano lentamente aspetto. Il festival del pomeriggio diventa per qualche minuto un concerto davanti al tramonto, poi la sabbia si trasforma in pista notturna. Questa sequenza è ormai l’immagine più riconoscibile dell’evento, ma il mare non funziona soltanto come sfondo fotogenico. Cabourg possiede una forte identità Belle Époque, una promenade legata al nome di Marcel Proust e una lunga tradizione balneare. Inserire pop emergente, indie, rap e DJ set dentro quel paesaggio crea una tensione che nessun terreno neutro potrebbe offrire.
Romain Renou avviò il progetto nel 2012, quando aveva appena vent’anni. Aveva lavorato per diverse stagioni con Calvi on the Rocks e conosceva bene il modo in cui una costa può cambiare l’esperienza di un festival. Cabourg, inoltre, era un luogo familiare legato alle vacanze. La prima edizione non aveva ancora trovato la formula definitiva: i DJ set avvenivano sulla spiaggia, mentre i concerti erano ospitati nel Casino de Cabourg. Nel 2013 non ci fu una nuova edizione e per questo quella del 2014 venne presentata ufficialmente come la seconda. Da quel momento il progetto uscì definitivamente verso il mare, montando due palchi fra sabbia e promenade e facendo della spiaggia non un’attività collaterale, ma il vero recinto musicale.
La crescita portò nuove competenze senza trasformare immediatamente il festival in una macchina industriale. Super! entrò come co-produttore dal 2015 al 2018, occupandosi di programmazione, produzione, comunicazione e altri aspetti organizzativi; negli anni successivi cambiarono alcune collaborazioni, mentre Premier Amour rimase legata al progetto. Una delle decisioni più rivelatrici fu mantenere una scala relativamente controllata e rinunciare a grandi aree VIP. Su una spiaggia compatta questo ha conseguenze concrete. Il pubblico non viene suddiviso in troppe gerarchie e gli artisti possono ricomparire negli stessi spazi dopo aver suonato. L’intimità non deriva quindi soltanto dal numero di biglietti, ma dalla quantità limitata di barriere fra le persone che abitano il festival.
La reputazione di Cabourg si è costruita soprattutto sulla capacità di arrivare presto. Angèle, Clara Luciani, L’Impératrice, Polo & Pan, Yseult, Cigarettes After Sex, Pierre de Maere e Zaho de Sagazan sono passati da qui prima o durante il momento in cui il loro pubblico stava crescendo rapidamente. Rivedere oggi il cartellone del 2018 rende l’idea: Juliette Armanet, L’Impératrice, Angèle, Clara Luciani, Caballero & JeanJass e Vendredi sur Mer apparivano nello stesso weekend. È una delle soddisfazioni particolari del festival. Non si compra il biglietto soltanto per confermare gusti già formati; si accetta la possibilità che il nome letto in piccolo sul programma diventi, qualche stagione dopo, molto più difficile da vedere da una distanza simile.
Anche la musica è cambiata seguendo questo ruolo di osservatorio. Indie pop ed elettronica dominavano molte delle prime edizioni, con Isaac Delusion, Superpoze, Flavien Berger, David August, Paradis, Jagwar Ma e Leon Vynehall. Successivamente sono entrati con maggiore naturalezza rap, R&B, chanson contemporanea, bedroom pop e nuove culture da club. Nel 2026 Vendredi sur Mer e P.R2B convivevano con Juste Shani, Zélie, Sam Sauvage, Maëm, Louve, DJ Football e Valentine Groove. Non esiste una dottrina di genere che debba essere difesa ogni anno. La coerenza sta nello stadio delle carriere e nella volontà di far passare il pubblico da un concerto melodico al tramonto a una notte più elettronica senza cambiare luogo.
Gli orari rendono evidente questa trasformazione. Nel 2026 il giovedì iniziava alle diciotto e terminava intorno all’una, mentre venerdì e sabato aprivano alle diciassette e continuavano fino alle due. I primi artisti suonano quindi con la spiaggia ancora completamente illuminata, la parte centrale del programma incontra il tramonto e gli ultimi set appartengono alla notte. Intorno alla musica compaiono produttori normanni, ristorazione, ostriche, artigiani locali e piccoli mercati. Esiste un campeggio per chi vuole rimanere vicino al sito, ma la stazione e le strutture ricettive della città permettono anche di vivere il festival senza isolarsi in una cittadella temporanea. Cabourg continua a esistere attorno al pubblico, invece di sparire dietro le recinzioni.
Le cancellazioni del 2020 e del 2021 hanno creato la frattura principale nella cronologia e spiegano perché il decimo anniversario sia arrivato soltanto nel 2024. Il ritorno non ha cambiato il principio di scoperta. Nel 2025 sono passati Jyeuhair, Kazy Lambist, Chloé, Papooz, Claude e Dylan Dylan; nel 2026 la dodicesima edizione ha portato Sam Sauvage, Vendredi sur Mer, P.R2B, Zélie e un’altra generazione ancora in movimento. La città prevedeva più di cinquemila presenze complessive nei tre giorni del 2026. È una quantità sufficiente per riempire visibilmente Cap Cabourg, ma ancora compatibile con un festival in cui il paesaggio resta leggibile e il palco non sembra chilometri lontano.
L’edizione più recente si è svolta dal 18 al 20 giugno 2026 e non sono ancora state pubblicate date ufficiali per il 2027. Cabourg, Mon Amour rimane però attivo e ha ormai superato la fase in cui doveva dimostrare di poter durare. La questione è conservare la proporzione giusta. Se diventasse troppo grande, perderebbe proprio la vicinanza che permette ai nuovi artisti di sembrare immediatamente presenti; se smettesse di rischiare sulla programmazione, diventerebbe soltanto un bel festival sulla spiaggia. La sua identità vive fra questi due pericoli. Un tramonto normanno può attirare lo sguardo una volta, ma ciò che fa tornare è la possibilità di scoprire, davanti allo stesso mare, qualcuno che la prossima volta sarà già molto più lontano.
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