Classifica
#1247
INDIE - POP - ROCK
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2 edizioni da esplorare · futuro, live e passato
Numeri, sede e abitudini di casa
A mezzogiorno Depot in the Castle può sembrare un festival pensato soprattutto per bambini accompagnati dai genitori: laboratori di percussioni, face painting, attività circensi, personaggi itineranti e street food occupano il prato. Diverse ore dopo, nello stesso spazio migliaia di adulti cantano pop e indie davanti a un palco illuminato contro le mura. È questo cambiamento progressivo a definire l’evento meglio della semplice etichetta family-friendly. Non esiste un piccolo settore per famiglie separato dal “vero” festival serale. La giornata cambia carattere con il passare delle ore, dentro Cardiff Castle e nel centro esatto di una capitale che continua a muoversi appena fuori dalle mura.
Il concetto nacque prima del nome. DEPOT, progetto creato da Nick Saunders e sviluppato a Cardiff attraverso pop-up, street food e format come Bingo Lingo, organizzò nel 2017 Depot in the Park al SSE SWALEC cricket stadium. Musica, cibo e intrattenimento familiare funzionavano già insieme, ma l’anno successivo arrivò la trasformazione decisiva. Il 2 giugno 2018 il festival si spostò a Cardiff Castle e diventò Depot in the Castle. The Fratellis e Sister Sledge guidavano la prima edizione, accompagnati da Hackney Colliery Band, Fleetmac Wood e Horse Meat Disco. Una versione ridotta di Bingo Lingo, attività per bambini e numerosi trader completavano una formula che sarebbe rimasta sorprendentemente stabile.
Cardiff Castle rese il festival immediatamente diverso da un classico open air britannico. Non si trova in un campo distante dalla città: sorge accanto a Bute Park, circondato da hotel, pub, ristoranti, negozi e trasporti pubblici. Non esiste camping. Si può arrivare a piedi dalla stazione, entrare attraverso un monumento con quasi duemila anni di storia stratificata e tornare nelle strade del centro appena il concerto finale termina. Questa accessibilità spiega una parte importante del pubblico. Una famiglia può partecipare senza trasformare l’esperienza in una spedizione di tre giorni, mentre chi arriva soprattutto per la musica serale ottiene comunque la dimensione di un grande concerto outdoor.
Lo street food non è mai stato un semplice servizio perché DEPOT proveniva proprio da una cultura di eventi in cui mangiare, bere e stare insieme facevano parte dell’identità creativa. Già nel 2018 i trader locali ricevevano grande visibilità. Negli anni successivi il programma per bambini si è sviluppato nello stesso modo. Nel 2026 comprendeva samba drumming, circus skills, balloon modelling, face painting, laboratori creativi e una mini-rave di novanta minuti. La struttura compatta del castello rende possibile passare rapidamente da un’attività al palco principale. Famiglie, bar e musica non occupano mondi separati; condividono lo stesso prato fino a quando, verso sera, il peso del festival si sposta naturalmente verso i concerti.
La musica segue una logica altrettanto aperta. Clean Bandit e Tom Odell hanno segnato il 2019; dopo l’interruzione pandemica sono arrivati Kaiser Chiefs, Tom Grennan ed Ella Eyre. Nel 2022 Rag’n’Bone Man, Melanie C, Faithless, Toploader, Lola Young e Alfie Templeman hanno mostrato quanto poco servisse una sola categoria. Bastille ed Example hanno guidato il 2023, mentre Anne-Marie, Tom Walker, Jax Jones, Artful Dodger e CVC hanno attraversato pop, dance, garage e rock gallese nel 2024. Nel 2025 Jess Glynne con Maxïmo Park, Sigma, Kate Nash, Professor Green e Goldie Lookin Chain ha quasi riassunto tutte le generazioni che il festival aveva imparato a riunire.
La presenza locale impedisce che questa varietà diventi semplicemente un catalogo britannico. DEPOT è nato a Cardiff e continua a inserire artisti della città e del Wales sul palco principale: CVC, Ben Ellis, Afro Cluster, Goldie Lookin Chain, Tom Jenkins e The Family Battenberg sono comparsi in anni diversi. Non vengono confinati in una zona separata dedicata al “local talent”. Suonano davanti allo stesso pubblico che aspetta il grande nome nazionale. È soprattutto nelle ore pomeridiane che il rapporto con Cardiff diventa evidente, quando un artista emergente può trovarsi improvvisamente davanti a migliaia di persone che non avrebbero comprato un biglietto specificamente per lui.
La pandemia interruppe il ritmo nel 2020. L’edizione prevista a luglio con Kaiser Chiefs fu rimandata al 2021, colpendo non soltanto artisti e promoter ma crew, fornitori e operatori di street food. Dopo il ritorno, il festival entrò in una fase molto più stabile. Bastille fu headliner nel 2023, Anne-Marie nel 2024 e l’edizione 2025 con Jess Glynne andò sold out. Nel frattempo DEPOT Live trasformava Cardiff Castle in una vera stagione di concerti estivi con decine di artisti. Depot in the Castle rimase però riconoscibile perché, diversamente dagli show singoli, continua a occupare un’intera giornata e a distribuire attenzione fra famiglie, cibo, performer e numerosi musicisti.
Il 25 luglio 2026, Red Rum Club ha portato l’indie rock nel pomeriggio, Sugababes hanno trasformato una parte della giornata in una grande memoria pop collettiva e Ben Ellis e Afro Cluster hanno mantenuto evidente la radice locale. Dopo il tramonto, The Wombats hanno chiuso davanti a un pubblico composto sia da chi li ascoltava già negli anni Duemila sia da ragazzi molto più giovani. Le recensioni ricordano le luci dei telefoni sollevate sotto le mura prima dell’ultima serie di canzoni. Non esiste ancora una data 2027. Eppure il carattere del festival è ormai chiaro: per un giorno Cardiff Castle smette di essere soltanto il luogo storico che domina il centro e diventa contemporaneamente parco familiare, mercato di street food e enorme coro pop; il mattino successivo, tutte quelle funzioni sono già scomparse.
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