Classifica
#580
HOUSE - RAP - TECHNO
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2 edizioni da esplorare · futuro, live e passato
2023Marsatac 2023
Numeri, sede e abitudini di casa
Marsiglia non aveva certamente bisogno che qualcuno le spiegasse cosa fosse il rap quando Marsatac apparve nel 1999. La città aveva già prodotto una delle scene hip hop più importanti di Francia; mancava soprattutto un festival capace di raccoglierne l’energia sotto un nome proprio. La prima edizione all’Espace Julien riunì Fonky Family, Psy 4 de la Rime, Troisième Œil, Faf Larage e altri protagonisti locali. Ci fu perfino un collegamento tra New York e Parigi in un’epoca in cui internet funzionava ancora con estrema pazienza. Marsatac nacque quindi meno come modello importato e più come estensione naturale di una città che possedeva già un linguaggio musicale fortissimo.
L’idea esisteva dal 1994, quando Béatrice Desgranges, Dro e Laurence avevano immaginato a Londra un grande festival per Marsiglia prendendo Glastonbury come sogno lontano. Cinque anni più tardi arrivò finalmente la prima edizione. Nel 2000 il festival si spostò ai Dock des Suds e dedicò una sala specifica all’elettronica. Fu un segnale importante: celebrare il rap marsigliese non significava trasformarlo in una gabbia. Marsatac poteva restare fedele alle proprie radici e contemporaneamente cercare nuovi suoni.
Anche la geografia rimase in movimento. Espace Julien e Dock des Suds furono seguiti dall’esplanade J4 sul mare, dalla Friche Belle de Mai, da Parc Chanot e dalla spiaggia del Petit Roucas. Marsatac ha praticamente utilizzato Marsiglia come una grande mappa sperimentale, provando modi diversi di far convivere musica e città. Ogni trasferimento modificava percorsi, scenografie e sensazioni. Non sempre tutto fu semplice, ma quella mobilità diventò una caratteristica: il festival poteva cambiare indirizzo senza perdere identità.
La stessa elasticità definì la musica. Il rap rimase fondamentale, mentre techno, house, electro, bass e rave diventavano progressivamente altrettanto importanti. De La Soul, Soulwax, Nicolas Jaar, Paul Kalkbrenner, Nina Kraviz, IAM, Nekfeu, Orelsan, SCH, Charlotte de Witte, The Blaze, Little Simz e Princess Nokia rappresentano solo alcune delle diverse epoche. Nel 2018 IAM celebrava a casa i vent’anni di “L’École du micro d’argent” mentre Paul Kalkbrenner, Bicep, Amelie Lens, Nekfeu, Roméo Elvis e Jennifer Cardini raccontavano altre direzioni. Rap ed elettronica erano ormai due lingue dello stesso festival.
Nel 2019 nacque La Frappe, spazio destinato a giovani rapper, DJ, beatmaker e danzatori marsigliesi con l’obiettivo dichiarato di recuperare l’energia open mic delle origini. È una scelta che spiega bene la durata di Marsatac. I grandi artisti possono occupare la parte alta del cartellone, ma la città continua a fornire nuove voci. Association Orane, che produce il festival, ha sviluppato anche Marsatac School, programmi di sostegno artistico e iniziative ambientali e sociali. Il lavoro non comincia più semplicemente quando viene montato il primo palco.
Nel 2020 avvenne qualcosa senza precedenti: Marsatac non aprì. La pandemia cancellò l’edizione prevista a Parc Chanot e interruppe per la prima volta la continuità iniziata nel 1999. Il ritorno arrivò nell’agosto 2021 con una Capsule Edition a Parc Borély, davanti a 13.000 persone e con 27 artisti. Quella soluzione temporanea diventò presto permanente. Nel 2022 il parco accolse 40.000 presenze; nel 2023 più di 43.000. Borély non era più soltanto una sede d’emergenza, ma la nuova casa.
La nuova fase ha portato anche un cambio generazionale. Rap francese contemporaneo, trap e forme più dure di elettronica hanno assunto sempre maggiore importanza. Aya Nakamura, Gazo, Hamza, Tiakola, PLK, Central Cee, Damso, Amelie Lens, Laurent Garnier e Sara Landry mostrano la varietà di questa evoluzione. Nel 2026 il venerdì fu dominato da Niska, Meryl, La Mano 1.9 e menace Santana; sabato arrivarono Théodora, disiz ed ElGrandeToto. Domenica diventò invece una festa popolare con DJ Sebb, Feu Foulek, Marsatac School, associazioni e attività comunitarie.
Proprio quella domenica rivela quanto Marsatac sia ormai più ampio di un normale festival. Le Off de Marsatac organizza appuntamenti durante l’anno in diversi luoghi della città. Marsatac School lavora con adolescenti e scuole. La Récréation Solidaire offre spazio ad associazioni e temi sociali. Il grande evento di giugno resta il momento più visibile, ma l’organizzazione continua a vivere anche quando Parc Borély torna semplicemente a essere un parco.
A settembre 2026 non esiste ancora una data ufficiale per il 2027, anche se il progetto rimane chiaramente attivo. C’è inoltre una piccola correzione utile per un archivio: l’organizzazione numerò il 2020 come 22ª edizione pur riconoscendo che il festival non si tenne. Contando soltanto gli eventi realmente celebrati, il 2026 è quindi la 27ª edizione effettiva. È un dettaglio irregolare per una storia altrettanto irregolare. Marsatac è partito dal rap marsigliese, ha attraversato numerosi luoghi, abbracciato l’elettronica e superato una pandemia. Tutto è cambiato più volte, tranne la città al centro della storia.
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