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COUNTRY - POP - ROCK
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12 edizioni da esplorare · futuro, live e passato
Numeri, sede e abitudini di casa
Musikfest è l'agosto di rock, pop e country a Bethlehem, in Pennsylvania, gratis su quasi tutti i palchi. Lo presenta ArtsQuest. Lo ha fondato Jeff Parks nel 1984, avvocato della città e volontario del comitato turismo della camera. Ogni spazio si chiama platz, per la storia morava e tedesca. Il palco dei nomi grandi è il Wind Creek Steel Stage, a PNC Plaza, sul South Side. L'ufficio che il sito dà è al 25 di West 3rd Street, e dice che l'ufficio è in lavori. Il telefono è 610-332-1300.
Parks racconta che, prima del primo, ha viaggiato con la moglie in Germania, Austria e Svizzera e ha visto l'Oktoberfest e altri festival in strada. Bethlehem gli è sembrata il posto. Alla fine degli anni settanta il centro perdeva gente, con l'acciaio in calo e i centri commerciali fuori. Il sindaco Paul Marcincin ha chiesto al gabinetto se la città dovesse appoggiarlo. Il direttore delle finanze ha detto che avrebbe mandato in rovina la città. Barbara Caldwell, secondo Parks, ha chiesto di dargli una possibilità. La biblioteca di Bethlehem mette il primo a circa 182.000 visitatori. ArtsQuest scrive che è nato per attirare gente dopo la chiusura di Bethlehem Steel. Parks parla di un calo lento, non di una chiusura già fatta. Le due frasi restano.
Il sito dice più di 400 interpreti, 500 esecuzioni e 16 palchi, 15 gratis, e più di un milione di persone ogni anno. La biblioteca dice che ora supera il milione per abitudine e che il 2025 è arrivato a quasi 1,5 milioni, un record, e lo chiama il più grande festival di musica gratis e senza recinzione degli Stati Uniti. Nel 2011, con il campus di ArtsQuest a SteelStacks, il festival è passato sul South Side e ha spostato il palco dei nomi grandi e Americaplatz. Nel 2020 è andato in rete: 90 concerti trasmessi e cinque dal vivo con i biglietti finiti, più cibo da asporto.
La notte chiusa è quella di John J. Moser, il 3 agosto 2026, i Train su quel palco d'acciaio. Venti brani, un'ora e ventotto minuti. Pat Monahan è l'unico membro originale. Hanno aperto con She's on Fire, dal disco Drops of Jupiter, che segnava 25 anni. Poi 50 Ways to Say Goodbye e If It's Love. Monahan ha chiesto se Bethlehem era con lui. Ha detto che era la sesta volta che aprivano il festival e che il 2 agosto avevano cenato da Union and Finch, ad Allentown. Ci sono stati AM Gold, Angel in Blue Jeans e Mississippi, che lui chiama forse il suo brano preferito di quel disco e a cui preferisce la Pennsylvania. L'assolo era di Butch Walker. Hanno ripreso Jack and Diane, di John Mellencamp, con Walker alla voce e la sala al ritornello. Su Save Me San Francisco c'è stata una gara di canto. Sono usciti anche Calling All Angels e Play That Song. Meet Virginia, del 1998, è durata nove minuti. Monahan ha lanciato magliette e il brano è finito con un frammento di due minuti di The Joker, di Steve Miller.
Su Bruises, il bassista Hector Maldonado, 17 anni nel gruppo, ha cantato la parte di Ashley Monroe. Marry Me, Monahan da solo, alla chitarra acustica, e l'ultimo ritornello a cappella. Poi ha detto che lì ripartivano e ha portato il figlio Rock, di 14 anni, alla voce e alla chitarra solista su Stone in Love, dei Journey, mentre lui si sedeva alla batteria. Rock è rimasto su Save Me San Francisco. Il brano nuovo era Pennsylvania Turnpike, il viaggio da Erie alla California. Moser scrive che un disco, Mad Dog in the Fog, usciva il 28 agosto. Hanno chiuso il tratto lungo con Hey, Soul Sister, una versione di Vacation dei Dirty Heads, Drive By, un minuto di Hey Jude con la sala al ritornello, e sei minuti di Drops of Jupiter. Non c'è stato bis. Monahan ha chiesto se potevano tornare. Moser scrive che il gruppo è ora di cinque, che i successi superano i 28 anni, e conta 20 brani nella Top 20, 15 d'oro o di platino, con vendite vicine a 50 milioni di copie. She's on Fire è il primo brano di quel secondo disco, un successo minore, e lui chiama incisiva la versione dal vivo. Su Hey Jude la sala ha cantato per intero il ritornello di na-na.
Ha aperto George Pippen, undici brani in 45 minuti, voce roca, un chitarrista e un batterista: Ain't My Home Yet, con l'armonica, I-65, una versione di Jersey Giant di Tyler Childers e il singolo Roanoke. Moser scrive Tik Tok e lo colloca nell'americana acustica di quella rete. Ci sono state due raffiche di coriandoli e cinque palloni da spiaggia. Quello che resta sentito, quella notte, è She's on Fire, Marry Me e Drops of Jupiter. Quello che il sito annuncia per un agosto più avanti non si copia: le cifre di quel manifesto non entrano qui. L'agosto di Bethlehem è quello che Moser ha già chiuso.
Generi
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Un artista all'anno, il migliore in classifica
Quelli che compaiono di più nelle edizioni di questa franchise.
#1Stati Uniti
1 edizioni · 2023
#2Stati Uniti
1 edizioni · 2023
#3Giappone
1 edizioni · 2023