2023–2026

R&B - ROCK - SOUL

Cognac Blues Passions

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✓ 3 edizioni documentate — 47 artisti hanno partecipato

Quale hai fatto (o farai)?

3 edizioni da esplorare · futuro, live e passato

Fan service

Numeri, sede e abitudini di casa

Edizioni documentate32023–2026
Anni di storia33 annidal 1994
Paese abitualeFrancia

Sul festival

Cognac Blues Passions si comprende meglio camminando che osservando un manifesto. La musica compare sotto gli alberi del Jardin Public, continua qualche strada più avanti, entra nel cortile di una maison de cognac, occupa bar e piazze e, dal 2008, può iniziare anche sull’Île Madame a Jarnac. Cognac non è quindi semplicemente l’indirizzo dell’evento: per alcuni giorni diventa la sua vera architettura. Questo rapporto con la città aiuta a spiegare la longevità di un festival nato nel 1994 intorno al blues e costretto, tre decenni dopo, a risolvere una questione inevitabile: come conservare una tradizione quando molti degli artisti che l’avevano definita direttamente non possono più salire su un palco?

All’inizio degli anni Novanta Michel Rolland dirigeva il centre d’animation di Cognac. Vedeva una città il cui nome era conosciuto in tutto il mondo grazie al distillato ma che, per la popolazione locale, offriva relativamente pochi grandi eventi estivi. Creò quindi Un été à sortir tous les soirs, una serie di concerti distribuiti fra giugno e settembre. L’interesse aumentò rapidamente e il progetto richiese una forma più chiara. Nel 1994 nacque Cognac Blues Passions. Otis Grand fu il riferimento principale della prima edizione e già nel 1995 arrivò B.B. King. In pochissimo tempo, una piccola città della Charente era entrata nel circuito europeo di una musica nata in un contesto geografico e storico completamente diverso.

Il primo decennio appare oggi come un percorso straordinario attraverso il blues e le sue radici. Little Milton arrivò nel 1996, Junior Wells nel 1997, Taj Mahal nel 1998, Dr. John nel 1999 e Ray Charles nel 2000. In seguito vennero Robert Cray, Bobby Rush, Jimmie Vaughan, Ike Turner, The Blind Boys of Alabama e Odetta. Non era soltanto una successione di nomi prestigiosi: ogni artista rappresentava un frammento diverso della storia afroamericana, dal gospel al Chicago blues, dal rhythm and blues alla Louisiana. Il Jardin Public rendeva quegli incontri particolarmente vicini. Un musicista considerato leggenda internazionale poteva apparire in un teatro naturale circondato da alberi invece che in una struttura monumentale e anonima.

Quel parco continua a essere il centro. Blues Paradise occupa l’anfiteatro naturale all’ingresso, mentre Expérience Cognac aggiunge concerti, interviste e showcase. Ma oggi il festival ha imparato a usare l’intera città. Jarnac au cœur du Blues apre una parte della manifestazione sull’Île Madame; Château de Cognac ospita performance intime; Rémy Martin e Hennessy collegano musica e patrimonio locale; Cognac Streets porta concerti gratuiti in bar, ristoranti e luoghi pubblici. Il passaggio fra un evento e l’altro non richiede sempre di entrare e uscire da un grande recinto. Una persona può scoprire il festival semplicemente attraversando il centro durante la giornata, e questa porosità distingue Cognac da molti festival contemporanei costruiti come cittadelle temporanee.

Con la progressiva scomparsa dei grandi pionieri, la programmazione ha dovuto allargarsi. Continuare a riprodurre esattamente la formula degli anni Novanta avrebbe significato restringere ogni anno il numero di artisti disponibili. Cognac ha preferito seguire le discendenze. Joe Cocker, Joan Baez, Massive Attack, Raphael Saadiq, ZZ Top, Texas, Moby, Morcheeba, Sting, Lenny Kravitz, Santana, Deep Purple, Iggy Pop, Robert Plant o Liam Gallagher hanno spostato i confini verso rock, pop, funk e altre aree. La scelta ha generato discussioni fra i puristi, ma possiede una logica storica: il blues non è soltanto un genere da preservare, è anche una delle matrici da cui sono nate numerose forme di musica popolare del secondo Novecento.

La scoperta di nuovi artisti continua a bilanciare i grandi headliner. Dal 2005 il Prix Cognac Passions ha sostenuto musicisti francesi come Malted Milk, Mountain Men, Fred Chapellier, Gaëlle Buswel, Catfish, Manu Lanvin e Théo Charaf. Nel 2026 è diventato Challenge Blues & Roots, aumentando gli strumenti di accompagnamento professionale. Anche la programmazione gratuita resta fondamentale. Nel 2025, più di quaranta concerti su oltre sessanta erano accessibili senza biglietto. Questa proporzione permette a Cognac Blues Passions di rimanere evento cittadino e non soltanto prodotto turistico. Una famiglia locale può ascoltare musica nel parco o in una piazza senza acquistare un pass per le grandi serate.

La pandemia interruppe tutto nel 2020. L’edizione prevista con Francis Cabrel, Simple Minds, Morcheeba, Woodkid e Christone “Kingfish” Ingram venne cancellata. Nel 2021 tornò una versione adattata e nel 2022 la struttura normale fu sostanzialmente recuperata. Negli anni successivi Robert Plant, Liam Gallagher, Ben Harper, Michael Kiwanuka, Robert Cray e Jalen Ngonda dimostrarono quanto fosse ormai ampio il linguaggio del festival. Nel gennaio 2026 arrivò inoltre un riconoscimento particolarmente significativo: la Blues Foundation di Memphis assegnò a Cognac Blues Passions un Keeping the Blues Alive Award. Per una manifestazione francese dedicata da oltre trent’anni a una cultura musicale americana, il premio rappresentò una forte legittimazione internazionale.

La 33ª edizione, dal 1° al 4 luglio 2026, riassunse bene questa evoluzione. Fantastic Negrito e Ben l’Oncle Soul aprirono a Jarnac; Jean-Louis Aubert portò il rock francese al Jardin Public; Vanessa Paradis occupò il venerdì; Ben Harper & The Innocent Criminals conclusero un sabato sold out insieme a Curtis Harding. Nikki Hill, Nectar Woode, Jon Muq, Théo Charaf e Sean “Mack” McDonald mantennero un rapporto più diretto con blues, soul e roots. Kings of Blues e Beyond the Blues aggiunsero ulteriori spazi. A fine agosto 2026 non esiste ancora una data ufficiale per il 2027, ma il festival rimane attivo. La sua storia dimostra che proteggere il blues non significa conservarlo sotto vetro: a Cognac, la tradizione continua a vivere perché le viene ancora permesso di generare qualcosa di nuovo.

Sito ufficiale · www.bluespassions.com

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Generi

R&B

ROCK

SOUL

Scheda

Mese abituale
luglio
Durata tipica
4 giorni
Città abituale
Cognac
Città diverse
2
Serie più lunga
2 anni consecutivi
Organizzatore
Belle Factory (Michel Rolland, creador)
Prima edizione
1994

Linea del tempo

Un artista all'anno, il migliore in classifica

Artisti ricorrenti

Quelli che compaiono di più nelle edizioni di questa franchise.

4
Ibeyi

SOUL · FRANCIA

1 edizioni